Salendo dubbiosi
"Sto salendo dubbiosa verso il Lyskamm orientale e nel punto decisivo - quando la traccia si impenna- mi ripeto il mantra che ha scandito la mia notte alla Gnifetti: “Se non me la sento torno”. Pianto bene un piede ramponato, poi l’altro. L’attenzione va tutta al come, su quella neve, quella pendenza, quella (esigua) larghezza - con quella (poca) luce, quel (forte) vento, e quel(l’estremo) freddo. Che poi è un istinto. Mi accorgo che riesco. Anzi, che non è difficile se penso solo a quello ed escludo tutto il resto. Anche me stessa, ma non il mio corpo, che è una cosa sola con la mia mente. Sento che sono un corpo, finalmente. Entro in uno stato superiore di attenzione, che attiva facoltà che non sapevo di possedere. Allora c’è anche quest’altra “me”, che sa fare - può fare - questa cosa straordinaria, che mi fa sentire viva come mai. Quasi mai: anche quando scrivo la mia attenzione è altrettanto esclusiva e focalizzata su come scegliere e disporre le parole, invece dei passi. In entrambi i casi, è una questione vitale. E mi trovo a non desiderare altro: l’appagamento è totale. Il senso compiuto.
Salire in montagna è come scrivere poesia perché c’è solo un passo/una parola che va bene, e tutti gli altri mettono in pericolo la vita e la poesia. E il passo/la parola giusti vengono da soli quando sono capace di guardare e vedere quello che c’è, e attagliare i miei sensi all’altro-da-me. Che poi è una forma di rispetto. La prima, radicale, quella per la materia più refrattaria che c’è: la roccia, la montagna.
Capisci la neve se diventi neve. E capisci il vento se diventi vento. Prova a sentire come la roccia."
Paola Loreto sale montagne, compone poesia e insegna letteratura angloamericana all'Università di Milano. E' stata una volta ospite della nostra Scuola, e ha scritto poco tempo fa queste parole.
Le trovate qui, insieme alla sua poesia sulla traversata del Lyskamm: https://www.loscarpone.cai.it/dettaglio/parole-in-quota-la-traversata-del-lyskamm-diventa-poesia/.
A voi questo, e proprio ora: senza spiegarvi il perché. Meglio se ognuno trova il proprio.
Buon Anno Scolastico, a Tutte e Tutti voi che lavorate e vivete ogni giorno, da casa o a Scuola, dentro l' "Amaldi".
Ultima revisione il 14-09-2026
