Alla Pinacoteca del Divisionismo

Alla Pinacoteca del Divisionismo: una bellezza che continua a sorprendere


Venerdì 23 ottobre 2026, le classi 5E e 5L dell’indirizzo linguistico del Liceo hanno visitato la Pinacoteca del Divisionismo di Tortona, una realtà museale di straordinario valore, capace di custodire e raccontare una delle stagioni più originali e affascinanti dell’arte italiana tra Ottocento e Novecento.
Non era la mia prima visita. Sono tornata in queste sale svariate volte e, tuttavia, ogni incontro con le opere conserva intatta la capacità di sorprendermi. È una sensazione rara e preziosa: ritrovare dipinti già ammirati e scoprirvi ancora dettagli, emozioni, sfumature di luce e significati nuovi. La bellezza, quando è autentica, non si esaurisce mai in un solo sguardo.
L’uscita è stata organizzata con grande cura e attenzione. Fin dal nostro arrivo abbiamo ricevuto un’accoglienza cordiale e premurosa. Le due esperte che ci hanno guidato attraverso le sale hanno illustrato con competenza, sensibilità e passione le opere e il loro contesto storico e culturale, rendendo accessibile agli studenti un linguaggio pittorico complesso e ricchissimo.
Un momento della visita, 23 ottobre 2026.
Il Divisionismo non è soltanto una tecnica fondata sulla scomposizione del colore e sulla ricerca degli effetti luminosi. È anche un modo di guardare il mondo: la natura, il lavoro, la quotidianità, le disuguaglianze sociali, le speranze e le sofferenze delle persone. Attraverso queste opere si comprende quanto profondamente la pittura possa farsi espressione della sensibilità di un’epoca e, al tempo stesso, conservare una voce capace di raggiungere il presente.
La collezione tortonese colpisce per la qualità e l’unicità dei dipinti che raccoglie. Accanto alle opere di Giuseppe Pellizza da Volpedo, figura centrale della Pinacoteca, si possono ammirare lavori di Giovanni Segantini, Angelo Morbelli, Gaetano Previati, Plinio Nomellini ed Emilio Longoni, grandi interpreti della luce e del colore. Il percorso comprende inoltre opere di Angelo Barabino, artista legato al territorio, e testimonianze di Giacomo Balla e Umberto Boccioni, protagonisti del rinnovamento pittorico del Novecento. È motivo di orgoglio poter avvicinare gli studenti a un patrimonio così ricco, espressione di un movimento italiano di altissimo valore.
Tra le opere che invitano a una riflessione più profonda, La rapina di Angelo Barabino ha offerto anche lo spunto per soffermarsi sulla condizione femminile e sul drammatico tema della violenza contro le donne. Senza che si trattasse di una sezione specificamente dedicata a questo argomento, l’opera ha ricordato quanto l’arte sappia interrogare il presente e sollecitare una consapevolezza che va oltre la contemplazione estetica.
Angelo Barabino, La rapina.
Per le due classi la visita ha costituito un’occasione di apprendimento fuori dall’aula: osservare direttamente i dipinti, ascoltare le spiegazioni e confrontarsi con i temi proposti ha permesso di collegare storia, arte ed educazione alla cittadinanza. La partecipazione degli studenti ha contribuito al sereno svolgimento dell’esperienza.
Un ringraziamento particolare va a Sara Recupero, instancabile promotrice di iniziative artistiche e culturali, sempre attenta e scrupolosa nell’organizzazione di esperienze capaci di avvicinare gli studenti al mondo dell’arte. Un grazie sincero anche ai colleghi che hanno accompagnato le classi e alle due esperte della Pinacoteca per la professionalità e la passione con cui ci hanno accolto e guidato.
In un momento storico così complesso e travagliato, segnato da conflitti, divisioni e profonde incertezze, credo fermamente che la cultura debba tornare a occupare un ruolo centrale nella formazione delle nuove generazioni. L’arte, la storia e la conoscenza non sono semplici occasioni di arricchimento personale, ma strumenti indispensabili per sviluppare sensibilità, spirito critico e consapevolezza. Educare alla bellezza significa anche educare al rispetto, al dialogo e alla comprensione dell’altro. Ed è proprio in tempi difficili come questi che la cultura si rivela non un lusso, ma una necessità.
N. A. Zanghì

Allegati

Pinacoteca_Divisionismo_con_foto.pdf

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Ultima revisione il 01-11-2026