8 MARZO

8 MARZO 2026. UNITE I PUNTINI

A primavera
l’aurora… per far cosa
mi sono svegliata?

(Nozawa Setsuko, 1920-1995, in Haiku al femminile, Einaudi 2026)

Art. 1.

Il diritto di voto [è] esteso alle donne [...]

Art. 2.

E' ordinata la compilazione delle liste elettorali femminili in tutti i Comuni. [...]

(DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 1 febbraio 1945, n. 23. Estensione alle donne del diritto di voto)

Art. 7.

Sono eleggibili all'Assemblea Costituente i cittadini e cittadine italiani che, al giorno delle elezioni, abbiano compiuto il 25° anno di eta' [...].

(DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 10 marzo 1946, n. 74. Norme per l'elezione dei deputati all'Assemblea Costituente)

"Le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere hanno un'autorità silenziosa e perentoria. Le rigiriamo tra le mani e ci sembrano più preziose della tessera del pane stringiamo le schede come biglietti d'amore; si vedono molti sgabelli pieghevoli infilati al braccio di donne timorose di stancarsi nelle lunghe file davanti ai seggi. E molte tasche gonfie per il pacchetto della colazione. Le conversazioni che nascono tra uomo e donna hanno un tono diverso, alla pari".

(Anna Garofalo, giornalista, curatrice dal 1944 della rubrica radiofonica “Parole di una donna”)

Luisa D. [96 anni, milanese] "Ero un'ostetrica di condotta, durante la guerra ho fatto nascere più di trecento bambini, sotto le bombe, senza mai perdere una donna e ogni volta era una emozione grande, mai come quel 2 giugno... Sono andata a dare per la prima volta il voto politico con le mie amiche. Ricordo che eravamo allegre, anche un po' confuse e parlavamo tra noi per far passare il tempo, perché la fila era lunghissima, ma l'attesa non ci pesava, sapevamo che era una giornata importante per tutte le donne italiane".

Giovanna P. [92 anni, fiorentina] "A casa c'erano pochi soldi, ero figlia di un ferroviere e con quattro fratelli più piccoli, ma il papà non aveva voluto che andassi a lavorare, diceva che dovevo studiare, perché non dovevo dipendere da un marito... Era una persona di larghe vedute ed è stato il primo a farmi capire il valore della libertà, della dignità... Avevo appena compiuto 21 anni, ma trascorsi la sera fra il 1 e il 2 giugno del 1946 in una sezione di partito a discutere con i miei compagni... poi andai a votare, da sola, e stampai il rossetto nitido sulla scheda elettorale, anche se mi avevano raccomandato di non farlo... Dovevano sapere tutti che ero una donna e che avevo votato!" 

(Quando le Italiane andarono al Voto, https://www.fnpdeilaghi.com/notizie-per-categoria/151-coordinamento-donne/538-quando-le-italiane-andarono-al-voto, 21 novembre 2016)

Pensando al desiderio di libertà di Masha Amini e alle 168 bambine uccise da un bombardamento nella scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh a Minab, nel sud dell'Iran, il 28 febbraio, mentre le lezioni erano in corso.

Ultima revisione il 08-03-2026