2 Giugno: Festa della Repubblica ricordando 21 donne
Bianca Bianchi e le altre venti Costituenti. Una storia da ripensare
“Dio, ce l’hanno con me. Sono io l’accusata. Non vogliono che parli sulle dichiarazioni del Governo. Chi mi ha autorizzato? Ho avuto forse l’incarico dal partito? Non so che ogni intervento in aula deve essere discusso e approvato dagli organi direttivi? […]. Non si può parlare quando si vuole […]. Posso essere brava a fare un comizio ma, che diamine, parlare alla Camera è un’altra cosa […]. La più accanita contro di me è Lina Merlin: ma guarda, penso, una donna contro un’altra donna, dovrebbe sostenermi, aiutarmi. Sono ferita nell’amor proprio e decido di non permettere nessun boicottaggio su di me. […] è diventata una sfida. Ingoio saliva amara, la pelle mi brucia addosso come fosse stata frustata, ma resto in silenzio. Non siamo i rappresentanti di coloro che ci hanno dato il voto? Per loro parlerò.” (Bianca Bianchi, Costituente, ricordando il suo primo discorso parlamentare)
Dopo il voto del 2 giugno di ottant'anni fa, in cui le italiane e gli italiani scelgono fra monarchia e repubblica e eleggono i loro rappresentanti nell'Assemblea Costituente, Le costituenti sono solo 21 su 556 deputati eletti. La più giovane, Teresa Mattei, ha 25 anni e la più anziana, Lina Merlin, quasi 60. Nove sono comuniste (Adele Bei, Nadia Gallico Spano, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angiola Minelli, Rita Montagnana, Teresa Noce, Elettra Pollastrini e Maria Maddalena Rossi), nove democristiane (Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Nicotra e Vittoria Titomanlio), due socialiste (Bianca Bianchi e Lina Merlin) e una appartiene al Fronte dell’Uomo qualunque (Ottavia Penna).
Tra queste 21 costituenti c’è anche Bianca Bianchi, insegnante laureata in Filosofia e Pedagogia. Dopo aver contribuito attivamente alla Resistenza le viene proposto di presentarsi come capolista per il partito socialista alle elezioni per l’Assemblea Costituente. Ciò però suscita non poche reazioni dei maschi. Alla fine le chiedono “di firmare una lettera di dimissioni preparata in antecedenza”, cosa che rifiuterà, e viene sostituita come capolista da Sandro Pertini: ottiene comunque il doppio delle sue preferenze.
Il 26 giugno 1946 «Risorgimento liberale» scrive di Bianchi: “Vestiva un abito color vinaccia e i capelli lucenti che la onorevole portava fluenti e sciolti sulle spalle le conferivano un aspetto d’angelo. Vista sull’alto banco della presidenza dove salì con i più giovani colleghi a costituire l’ufficio provvisorio, ingentiliva l’austerità di quegli scanni”, mentre Teresa Mattei “di venticinque anni e mesi due, la più giovane di tutti nella Camera, vestita in blu a pallini bianchi e con un bianco collarino. Più vistose altre colleghe: le comuniste in genere erano in vesti chiare (una in colore tuorlo d’uovo); la qualunquista Della Penna [in realtà Ottavia Penna Buscemi,] in color saponetta e complicata pettinatura (un rouleau di capelli biondi attorno alla testa); in tailleur di shantung beige la Cingolani Guidi, che era la sola democristiana in chiaro; in blu e pallini rossi la Montagnana; molto elegante, in nero signorile e con bei guanti traforati la Merlin; un’altra in veste marmorizzata su fondo rosa.”
Il 27 aprile 1947, sulla testata cremonese «La Voce del Po» una giornalista, Lilli Cavassi, sottolinea: “Tuttavia il contrasto delle chiome bionde o brune, che risaltavano sul mogano rossiccio degli stalli, ingentiliva l’ambiente. La chioma d’oro di Bianca Bianchi, lasciata sciolta fino a mezza spalla, le valse il soprannome di ‘angelo biondo’; e i ricciolini di Teresa Mattei, la più giovane delle onorevoli, segretaria della presidenza dell’Assemblea, facevano un bel vedere in mezzo ai crani pelati dei colleghi; mentre i qualunquisti curvavano la schiena in un baciamano stilizzato innanzi alla complicata pettinatura ramata della onorevole Buscemi Penna, la mancata Presidentessa della Repubblica. [...] Bianca Bianchi, sposa novella (è andata a nozze quando già era onorevole, due mesi fa, e la sua luna di miele dev’essere stata gravemente danneggiata dalle discussioni parlamentari) sorrideva allegra nel suo vestitino color della speranza. Oh, la candida deputatessa saragatiana! Quando le parlano del suo matrimonio, la povera sposina arrossisce fino alle orecchie e confessa che, fra Costituente, partito e giornale, le resta ben poco tempo per suo marito. Pure, in queste chiare giornate romane, anche Bianca è allegra: la primavera è sempre uno gran bella stagione per le ragazze in fiore anche se sono onorevoli.”
La presenza delle donne nella fondazione della Costituzione rubricata a fenomeno di costume. Il giorno dopo il primo intervento alla Camera di Bianca Bianchi, un giornale intitolerà “A Montecitorio nasce una prima attrice giovane.”
Quanta strada abbiamo fatto e quanta resta ancora da fare?
In occasione delle celebrazioni del 2 giugno, il Comune di Novi Ligure ha deciso di intitolare il cortile interno di Palazzo Dellepiane alle “21 Madri Costituenti”. La nostra Scuola porgerà un omaggio alle Madri Costituenti dal titolo “Senza distinzione di sesso”, con letture curate dalla Consulta Pari Opportunità e da alcune studentesse del Liceo.
Buona Festa della Repubblica a Tutte e Tutti.
Ultima revisione il 02-06-2026
