Verso il 25 Novembre: Ferite a Morte


Di fronte alla persistente emergenza sociale rappresentata dalla violenza contro le donne, la Consulta per le Pari Opportunità della Città di Novi Ligure ha costruito una significativa alleanza istituzionale. Alla progettazione hanno infatti partecipato l’Assessorato alle Pari Opportunità, il nostro Liceo, la Consulta per il Volontariato, la Biblioteca Civica e il Teatro “Marenco”, con l’obiettivo di proporre una risposta culturale ampia e strutturata, orientata sia alla prevenzione sia alla ricomposizione del tessuto sociale.
Il percorso scelto valorizza in modo particolare i linguaggi del teatro e della letteratura e si rivolge all’intera comunità cittadina, con attenzione specifica alle generazioni più giovani. Alla base dell’iniziativa vi è la convinzione che il contrasto alla violenza di genere richieda un profondo cambiamento culturale e una trasformazione delle posture sociali.
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 e celebrata ogni anno il 25 novembre, il Comune di Novi Ligure propone dunque un programma di eventi che mira non solo a sensibilizzare la popolazione, ma anche a fornire strumenti operativi utili per affrontare concretamente il fenomeno.

Lunedì 24 novembre alle 11:30,  al Teatro Giacometti, è previsto un appuntamento dedicato alle scuole: la rappresentazione di “Ferite a Morte”, adattamento teatrale realizzato da Mariangela Santi a partire dall’opera di Serena Dandini, che affronta il tema del femminicidio con l’intento di accrescere consapevolezza e mantenere viva la memoria delle vittime.

Sul palco donne della Città e del Territorio, alunne ed ex alunne dell'Amaldi che danno la loro voce a donne che sono state vittima della violenza maschile fino all'esito estremo. I testi attingono alla cronaca e alle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”.

“Tutti i monologhi di ‘Ferite a morte’ – spiega Serena Dandini – ci parlano dei delitti annunciati, degli omicidi di donne da parte degli uomini che avrebbero dovuto amarle e proteggerle. Non a caso i colpevoli sono spesso mariti, fidanzati o ex, una strage familiare che, con un’impressionante cadenza, continua tristemente a riempire le pagine della nostra cronaca quotidiana. Dietro le persiane chiuse delle case italiane si nasconde una sofferenza silenziosa e l’omicidio è solo la punta di un iceberg di un percorso di soprusi e dolore che risponde al nome di violenza domestica. Per questo pensiamo che non bisogna smettere di parlarne e cercare, anche attraverso il teatro, di sensibilizzare”.


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Ultima revisione il 24-11-2025