Un primo posto al Certamen "G. Reale"

UNA VITTORIA E ALCUNI PENSIERI

A Casale Monferrato  Martino Bellone ha colto un lusinghiero successo, che ha portato uno studente della nostra 5 Liceo classico a raggiungere il gradino più alto del podio per il commento al testo.  Pubblichiamo la sua riflessione, con Vivissimi complimenti a Lui, ai suoi Insegnanti e ai suoi Genitori.

"A Casale Monferrato si è svolto il 26 gennaio 2026 il X Certamen in Lingua Greca, organizzato dal Liceo “Cesare Balbo” in memoria del filosofo Giovanni Reale. Si tratta di un evento molto atteso, al quale partecipano alunni provenienti dai Licei di diverse città del Piemonte, come Alessandria, Asti, Biella e Novi, oltre ad essere un importante momento di competizione e riflessione su temi attuali attraverso le lingue classiche. Il titolo di quest’edizione, proposto dalla Prof.ssa Alice Borgna dell’Università del Piemonte Orientale, è stato “Inutilopoli? Elogio della fatica utile”. Partendo da un testo tratto dall’opera “De liberis educandis” di Plutarco, bisognava riflettere su quanto valgano attualmente gli studi umanistici e se siano da considerare “fatiche inutili”. In un mondo dove conta di più l’”hic et nunc”, l’ora e qui, e dove domina l’utilitarismo, un sapere senza una vera e propria applicazione pratica sembra sempre più uno spreco di tempo. D’altronde, molte figure politiche negli ultimi anni hanno proposto l’abolizione dell’indirizzo classico, ad esempio. In realtà, lo studio di discipline non scientifiche, sebbene possa essere all’apparenza faticoso e inutile, non ha un fine immediato, ma dà frutti che diverranno evidenti in seguito negli anni. Permette infatti una crescita culturale completa e l’acquisizione della consapevolezza di chi noi siamo e di ciò che ci circonda. Le materie umanistiche approfondiscono la nostra dimensione umana e danno il senso della nostra profondità interiore. In particolare il latino e il greco svolgono un ruolo importante, nonostante vengano considerate lingue “morte”. A dire il vero, sono lingue “chiuse”, cioè ancora presenti ma non parlate attivamente. Ebbene, il loro apprendimento non comporta solo la rigida comprensione delle regole grammaticali, ma innanzitutto l’analisi dei testi a noi pervenuti e, di conseguenza, la conoscenza della loro cultura, così diversa dalla nostra ma della quale è la base. Inoltre, si comprendono meglio le evoluzioni delle parole che caratterizzano il nostro linguaggio, assumendo così una maggior consapevolezza del loro potere. Infine, misurarsi con la letteratura, con ciò che la mente umana ha creato, esprimendo i propri pensieri e le proprie fantasie, raccontando la realtà o ipotizzandone una nuova, ci ricordano chi siamo, da dove veniamo e impediscono che diventiamo “meccanizzati”, in una realtà dove la tecnologia sta prendendo il sopravvento. Come disse Gaetano Salvemini, tutto ciò è il “superfluo indispensabile”, ciò che ci rende umani."

Martino Bellone

Ultima revisione il 06-02-2026