Vera Gheno

“Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!” (Luigi Pirandello, Sei personaggi in cerca d'autore).

Se tentiamo di far capolino, timidamente, da questo guscio che ci siamo costruiti e che, in parte, ci è stato imposto, recentemente anche dalla drammatica contingenza che ha sconvolto le nostre tranquille esistenze, torneremo a riveder le stelle, a scoprire un terreno comune in cui è possibile e, abbiamo inteso, indispensabile, incontrare l'altro, comunicare, realmente, nel senso di mettere in comune la nostra unicità. Perché se è vero che in questa esistenza si fa il proprio ingresso e anche la propria uscita in solitudine, è altrettanto vero e importante attraversarla in compagnia, con quello spirito di condivisione di cui la comunicazione è strumento primario.

Recuperare il valore autentico della parola e il gusto di sceglierla, tra mille, perchè sfondi quella cortina di silenzio e inespressività che non ci appartiene, diventa fondamentale per rendere sapida la nostra esistenza, di quel sapore di cui si nutre la sapienza vera, anche quella delle nonne e dei nonni, che con i loro dialetti (di cui la scrittrice ha ricordato l'alta valenza espressiva) ci hanno consegnato un mondo apparentemente distante ma le cui parole ancora possono significare, darci i segni che ci salvino dallo smarrimento nella selva oscura del banale, della sciatteria e del disordine, magari riconducendoci all'essenziale. Abitare la nostra lingua significa talvolta riordinare, fare chiarezza, perchè no, laddove indispensabile aprendo le porte alle novità degli ospiti che vi abbiamo accolto (sul cui apporto valoriale la scrittrice ha invitato a riflettere), dedicarci a quelle pulizie che la renderanno più confortevole e nostra. La chiacchierata delle nostre studentesse e dei nostri studenti (nell'esatto ordine in cui Vera Gheno vorrebbe citarli) ha avuto esattamente questo scopo: riaprire le finestre e areare i locali polverosi della nostra casa / lingua, di cui la scuola, come istituzione, predispone le fondamenta. La ventata di aria fresca che ne deriva, nelle parole delle nostre alunne e dei nostri alunni.

Potere alle parole

Il 4 giugno le classi della sezione classico del liceo hanno partecipato ad un incontro con la saggista Vera Gheno, dopo aver letto il libro da lei pubblicato nel 2019 con la casa editrice Einaudi “Potere alle parole perché usarle meglio”. Nell’incontro durato due ore circa la scrittrice ha parlato un po’ di sé, ha raccontato alcuni aneddoti divertenti della sua vita e sulle sue origini. Tra gli aneddoti ha raccontato come è iniziata la sua carriera da scrittrice. Tutto è iniziato quando una sua alunna che lavorava per una piccola casa editrice di Firenze le ha proposto di pubblicare un libro sulla tesi del suo corso, dato che le aveva cambiato la vita. All’inizio era un po’ scettica, ma quando ha visto che una casa editrice che solitamente vendeva 500 o 600 copie all’anno è riuscita a vendere 7000 copie del suo libro si è ricreduta e ha iniziato a scrivere altri libri. Dopo questo successo anche la casa editrice Einaudi l’ha notata e la sua carriera si è avviata. Successivamente ha anche raccontato di come è nata l’idea del libro: ha raccontato che ha sempre voluto scrivere e pubblicare un libro sull’importanza delle parole. 

Personalmente, ho trovato l’incontro molto stimolante e utile a farci comprendere quanto sia importante comunicare, anche finalizzando il proprio discorso al destinatario della comunicazione, esattamente come ha fatto la scrittrice nei confronti di un pubblico giovane come noi. Sì è infatti proposta in modo informale e nient'affatto accademico.

Alessandro Pizzuto, classe I AC

Nel corso di questo travagliato anno scolastico, la nostra scuola ha caldamente aderito al progetto di lettura organizzato dalla casa editrice Einaudi Lo Struzzo; abbiamo per così dire adottato una scrittrice, di cui abbiamo letto un libro per poi discuterne durante un incontro in presenza.

La scrittrice che abbiamo incontrato è Vera Gheno, di cui abbiamo letto il saggio intitolato Potere alle parole.

L'autrice si è rivelata a noi in tutta la sua spontaneità: è stato come se avessimo fatto una chiacchierata di gruppo, per altro molto piacevole. Vera si è mostrata Vera, nel senso etimologico del nome: dal latino verus, colei che afferma la verità. Ha ricordato il motivo per il quale ha iniziato a scrivere e penso che ognuno di noi sia riuscito a riconoscersi nel suo discorso, proprio perchè si è mostrata così com'è, con le sue paure, i suoi dubbi e le sue insicurezze. La sua scioltezza nel parlare di sé mi ha fatto molto riflettere: presentare te stesso è sempre la maniera migliore di porsi al mondo e sicuramente qualcuno ti accetterà per come sei. È infatti molto importante, come ha sostenuto Vera Gheno, scoprire il proprio punto di forza, che per lei è stata la scrittura. Un po' la capisco: scrivere ti libera: è come viaggiare senza il peso dei bagagli.

L'argomento trattato nel suo libro è molto attuale e interessante: usare le parole in modo corretto è fondamentale in qualsiasi ambito e lei è riuscita a fa passare questo messaggio. Si può quindi dire che questa conferenza è stata utile e piacevole e mi auguro che sia solo il primo di una serie di altri incontri.

Camilla Pianzola, classe III AC